Repubblica Democratica del Congo: Per il rispetto del diritto di manifestazione

 

Tratto dall’Editoriale Congo Attualità n. 349 – a cura della Rete Pace per il Congo:

 

“Il 21 gennaio, il Comitato Laico di Coordinamento (CLC), un gruppo di laici cattolici ufficialmente riconosciuto all’interno della arcidiocesi di Kinshasa, ha organizzato una seconda domenica di manifestazioni per ottenere l’applicazione dell’accordo firmato dalla maggioranza e dall’opposizione il 31 dicembre 2016. Interdetta dalle autorità amministrative, anche questa seconda manifestazione è stata violentemente repressa dalle forze dell’ordine, causando la perdita di sei vite umane e procedendo a numerosi arresti arbitrari.
Da parte sua, il Governo ha fornito un bilancio di due sole persone rimaste uccise da “proiettili vaganti”. A differenza di altre volte, sembra che il Governo abbia riconosciuto che si tratti di due manifestanti pacifici, dal momento che non li ha qualificati né di delinquenti, né di terroristi.Tutto ciò induce a porsi alcune domande:

– perché proibire una manifestazione di cui, alla fine, si è costretti a riconoscerne il carattere assolutamente pacifico?
– perché utilizzare un numero esagerato di agenti delle forze dell’ordine e perché ricorrere ad un uso sproporzionato della forza militare per reprimere una semplice manifestazione pacifica?
– non sarebbe più logico e conveniente limitarsi ad assicurarne il corretto svolgimento e assicurarne la sicurezza, intervenendo solo in caso di comprovata necessità?

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Attività delle nostre volontarie a Lima, Perù

Se sulle Ande peruviane, ad Ocopilla di Huancayo, si trovano Francesca e Simona alle prese coi progetti del “Centro Sociale Maurizio Polverari”, c’è chi invece (sempre in Perù, ma più sul livello del mare) si occupa di altri progetti AUCI, in collaborazione con la Casa de Ritiro Olistico “Anna Margottini”: Irene Brusa e Cristina Ghione.

Le ragazze, arrivate nel continente Americano da alcuni mesi, sono impegnate nel laboratorio di piante officinali della Casa “Anna Margottini”.

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Attività delle nostre volontarie ad Ocopilla, Perù

Tanti sono i volontari che per il Servizio Civile 2017/2018 hanno lasciato l’Italia a favore della solidarietà internazionale. Francesca Luzzu e Simona Maiolatesi, volontarie per AUCI in Perù, sono state coinvolte in alcune delle attività del “Centro Sociale Maurizio Polverari”

Simona, si sta occupando di “Ejercicios Energèticos”, in particolare nel ruolo di istruttrice di alcune discipline, tra le quali il Pilates e lo Yoga. Francesca, invece, dirigerà “El curso de auxiliar en enfermerìa” a partire dalla fine di questo mese: un corso che si articolerà tra lezioni pratiche e teoriche, nell’arco di dieci mesi.

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AUCI parteciperà alla Conferenza Nazionale Della Cooperazione Allo Sviluppo

 

“Cosa fa l’Italia per uno sviluppo economico e una globalizzazione più equa? Come difendiamo i diritti umani e combattiamo il cambiamento climatico? Due giorni di incontri, confronti, idee con esperti dal campo, imprese, testimonial e ospiti del mondo della cultura per capire quanto la cooperazione crei opportunità di crescita e lavoro per tutti.
Anche per noi.”

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Cooperazione allo sviluppo, su 165 milioni oltre 122 vanno a progetti in Africa

Etiopia, Tanzania, Mozambico, Somalia ma anche Mali, Burkina Faso e Tunisia. L’Africa non è solo al centro delle missioni internazionali che il Governo propone nel 2018, ma anche degli interventi che rientrano nell’ambito della coooperazione allo sviluppo. L’obiettivo, in entrambi i casi, è quello di creare in quei paesi le condizioni di stabilità che consentino di arginare il flusso di migranti. Su un budget di 165 milioni di euro, oltre 122 (122.180.914) – quindi quasi il 74% – vengono destinati a iniziative e progetti che si sviluppano in paesi africani. Gli altri paesi destinatari dei fondi? Libano (un milione e 900mila euro), Palestina (7.450.000), Siria (4 milioni), Afghanistan (8 milioni 630mila), Myanmar (1.750.000), Cuba (4.300.000), Vietnam (10 milioni).

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Prime riflessioni di una volontaria in servizio civile

 

PRIMER DIA   

Sono le 21.43 (ora locale), probabilmente finirò di scrivere tra una decina di minuti, o forse mi addormenterò prima, di fronte allo schermo. Sono a Lima, nel tanto agognato e desiderato Perù…
Non riesco ancora a realizzare, nonostante sia qui e possa tranquillamente scorgere dalla finestra dell’ostello la nebbia rossa che sovrasta la città.
Sono stati due giorni intensi, e posso dire di essere serena e felice.
Non un minuto di ansia, nessuna tachicardia, sudore freddo o emozione spropositata. Sintomi a me ben noti, che non si sono manifestati, nonostante questa città possa spaventare, nonostante sia lontana da casa e circondata da persone ‘nuove’, volti che raccontano storie che non vedo l’ora di ascoltare.
Aeroporto, Visto, corsa in mezzo al traffico pazzesco della città con un Pick up risalente probabilmente agli anni ‘90, le valigie legate e coperte da un telo (‘sapete, mentre si è fermi al semaforo spesso rubano i bagagli, meglio legarli!’) , nel vano posteriore.

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