5×1000 “Per te non costa nulla, Insieme possiamo realizzare l’Ospedale Pediatrico e lo Sviluppo Agricolo a Mafuiane”

 

Quest’anno AUCI intende sostenere attraverso il contributo del 5×1000 e la campagna “Abbiamo Riso per una cosa seria” i progetti di sviluppo in Mozambico per contrastare la siccità nel sud del Paese.

1. La costruzione di un ospedale pediatrico nell’area di Mafuiane, villaggio nel Distretto di Namaacha, in Mozambico, con il quale si garantiranno le cure per circa 2mila bambini e ragazzi. Il progetto sarà avviato insieme al sostegno della Parrocchia San Frumenzio ai Prati Fiscali a Roma, e con il partner locale Missão São Frumenzio, con i quali AUCI collabora nell’educazione e nello sviluppo della sicurezza agroalimentare. 

2. Realizzare un sistema di produzione agricola stabile ed ecosostenibile, attraverso il sosteno della agricoltura familiare del contadini di Mafuiane

  • Realizzazione di un sistema di distribuzione dell’acqua a uso agricolo: captazione dal fiume Umbelusi e distribuzione idrica per 40 ettari di terreno agricolo a Mafuiane a beneficio dei contadini aderenti all’associazione Regantes.
  • Avvio di attività agrozootecniche compatibili in condizioni di penuria idrica.

 Modalita di donazione : 5×1000 AUCI 

Il Mozambico sta attraversando un periodo di crisi produttiva a causa dei continui cambiamenti climatici che stanno minando le basi dell’economia del Paese, le quali si sorreggono principalmente sull’agricoltura. AUCI, attraverso il suo intervento e il contributo del 5×1000 , intende sostenere la comunità rurale di Mafuiane.

La condizione di crisi produttiva mozambicana è riconducibile principalmente al fenomeno climatico conosciuto come “El Niño” (ENSO , El Niño-Southern Oscillation) che comporta l’anomalo innalzamento delle temperature. Le perturbazioni che provoca variano ad ogni sua manifestazione, scatenando  inondazioni  nelle aree direttamente interessate e siccità nelle zone più lontane. Più si manifesta in maniera intensa, più può avere effetti considerevoli sul clima del nostro pianeta. Il fenomeno è ciclico e si verifica in media ogni cinque anni nei mesi di dicembre e gennaio, e le sue conseguenze possono persistere anche nella primavera successiva e durare fino a 12 mesi.

Maggiormente colpiti sono i paesi in via di sviluppo che dipendono fortemente dall’agricoltura e dalla pesca, poichè non presentano infrastrutture adatte per la resilienza e la sussistenza.

In Mozambico, l’agricoltura rappresenta il 31,8% dell’economia nazionale (CIA, 2012); circa il 45% del territorio possiede un potenziale agricolo, del quale si sfrutta l’80% per agricoltura di sussistenza.

Attualmente non esistono dati certi sui danni provocati dal Niño in Mozambico tra il 2015 e i primi mesi del 2016.

Secondo il bollettino delle Nazioni Unite (UN, 2016) tra il 2015 e il 2016 si è, tuttavia, verificato uno dei fenomeni più violenti degli ultimi 50 anni: El Niño, infatti, ha provocato secche intense in Africa Meridionale, in particolar modo in Mozambico, e alluvioni disastrose al nord del Paese, con effetti devastanti sulle persone e sulla sicurezza alimentare.

Secondo la FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite sulla sicurezza alimentare e l’agricoltura) in questi anni si è assistito in Africa Meridionale ad una delle stagioni delle piogge più scarse.

Nonostante i dati non siano stati ancora aggiornati, già a fine 2014 pronostici unanimi da parte delle organizzazioni mondiali avevano previsto una stagione delle piogge sotto la norma e una temperatura media in crescita. Il fenomeno già si era presentato nel periodo delle piogge, tra dicembre e febbraio dello stesso anno, e le conseguenze si stanno prolungando fino ad oggi.

Generalmente, per l’Africa Meridionale, El Niño implica una diminuzione delle precipitazioni. I dati più certi, aggiornati alla fine del 2015 (OCHA, 2015), analizzano che la siccità si era già manifestata in modo particolarmente critico durante i primi periodi di semina (ottobre e dicembre). Tutto ciò ha rimandato l’attività agricola a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli.

Si è generato in questo modo un effetto a catena che ha causato la riduzione del primo raccolto con rallentamenti sul periodo di risemina e spesso il Paese ha dovuto importare beni di prima necessità intaccando pesantemente l’economia interna.

Secondo i dati dell’INGC (Instituto Nacional Gestao Calamidades) il settore agrario in Mozambico ha già perso, rispetto al 2014, 171.000 ettari corrispondenti al 3% dell’area coltivabile, vedendo ridotto il raccolto di mais e legumi.

Le regioni maggiormente a rischio sono le province di Gaza, Maputo e Inhambane dove non è garantita la copertura del fabbisogno alimentare.

In Mozambico il governo ha stimato che la popolazione interessata da insufficienza alimentare si aggira intorno agli 1,8 milioni nel 2016 (Rapporto FAO, Marzo 2016) ma è difficile far fronte alle necessità di tutta la popolazione.

Tra le problematiche causate dalla siccità, dalla mancanza d’acqua e dalla scarsa igiene ci sono le malattie, prima fra tutte il colera. Nell’area dell’Africa Meridionale sono stati registrati 20.000 casi di colera e 176 decessi solo all’inizio di novembre 2015, con numeri in aumento in Tanzania e Mozambico. La mancanza di acqua potabile peggiora le condizioni igieniche e aumenta il pericolo non solo nelle aree rurali ma anche in quelle urbane.

Interventi

  • Realizzazione di un sistema di distribuzione dell’acqua a uso agricolo: captazione dal fiume Umbelusi e distribuzione idrica per 40 ettari di terreno agricolo a Mafuiane a benefizio dei contadini aderenti all’associazione Regantes.
  • Avvio di attività agrozootecniche compatibili in condizioni di penuria idrica.

Leggi anche :  

Mozambico -Servizi sanitari materno-infantili

Mozambico – Sviluppo rurale

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Commenti chiusi