IL SERVIZIO CIVILE 2017/2018 E’ INIZIATO!

Anche quest’anno il Servizio Nazionale Civile è iniziato, e i volontari sono partiti all’insegna di un’esperienza di solidarietà internazionale.

AUCI, per l’anno 2017/2018,  si è fatta promotrice di tre progetti in tre diversi paesi del mondo. Due sono i volontari in Africa per il Progetto “Caschi Bianchi: Mozambico 2017”, Adriana Salini ed Andrea Bettini, alla Missao Sao Frumenzio presso Mafuiane.

In Sud America, a seguire il progetto “Caschi Bianchi: Tutela dell’Infanzia – Perù 2017” sono invece Cristina Ghione nella sede di Huaycàn (periferia di Lima) presso Il Centro di Medicina Olistica “Anna Margottini”; e Francesca Luzzu con Simona Maiolatesi nella sede ad Ocopilla di Huancayo presso il Centro di Promozione Sociale “Maurizio Polverari”. Sono in arrivo altri due volontari che verranno assegnati tra i due progetti sudamericani.

Per quanto riguarda i progetti sul suolo nazionale, Elisabetta Carnevali e Matteo Battilani seguiranno il progetto “I COLORS: Intercultura COmunità LOcali Resilienti e Sostenibili 2017”, dalla sede romana di AUCI.

 

 

 

“TORNA DIVERSO…” (Ylenia Pierdomenico, volontario SCN Kenya)

“Torna diverso…”

Davanti a questo foglio bianco è difficile buttare giù pensieri che riassumano in maniera esaustiva un intero anno. Se penso all’intensità di questo percorso, faccio fatica a credere che siano trascorsi poco meno di dodici mesi, anzi, verrebbe quasi da iniziare a raccontare la mia esperienza con un “correva l’anno…”. Sembra passata una vita da quando, seduta in veranda, contemplavo il giardino e poi il lago, meravigliandomi di quanto fosse “un piccolo pezzo di Paradiso circondato dal nulla”.

Il nulla, è la prima cosa che ho pensato di questo villaggio quando sono arrivata: poche case con tetti in lamiera e una strada dissestata; il tutto lontano anni luce dalla realtà e dalla vita che avevo da poco lasciato. Ben presto ho fatto i conti con la realtà: se è vero che in Africa i tempi sono estremamente dilatati, è altrettanto vero che il turbinio di emozioni meravigliose e contrastanti che suscita è immediato, rapido da non lasciare tempo per abituarcisi. Puoi solo tuffarti e vedere cosa succede. Questa terra non è affatto “gentile”, si mostra nuda e tutto quanto è amplificato. Tutto si rivela senza troppi preamboli. Ti sbatte in faccia la crudeltà di una malattia, senza preavviso, senza pudore e con la stessa naturalezza con cui ti sconvolge per le sue maestose e meravigliose bellezze. Ti risucchia, che tu lo voglia o no, nei suoi colori caldi, tra la sua gente dagli occhi troppo profondi per riuscire a non perdercisi dentro, con la sua confusione dall’alba al tramonto che lascia spazio alla superba quiete della notte.

Quello che questa terra mi ha dato è difficile da esprimere a parole: quello che ho vissuto, visto e toccato con cuore e mani mi hanno cambiata. Quando vai via dall’Africa… non sei più la stessa persona. Mi sono ritrovata molto spesso a pensare e a cercare di comprendere il modo di vivere di queste persone, l’accettare disarmati e mostrando il sorriso più bello, il destino che è stato loro riservato e che, spesso, è alquanto infausto. Ho dovuto fare i conti anche quando l’idillio e la magia sono scomparsi, perchè Africa è anche HIV che colpisce senza pietà grandi e piccoli; è violenza durante le elezioni con una “guerra tra poveri” che si ripete costantemente ogni cinque anni; è la terra della voglia di riscatto ma spesso con altrettanta poca voglia di fare, nell’attesa che arrivi a spianare la strada qualcun’altro.

Ho impiegato un anno, momenti di rabbia e di delusione per riuscire ad accettare questo loro modo di vivere, ma ho capito che la chiave di tutto risiede in questo: “non cambiare ciò che non può essere cambiato” … Ah, il fatalismo africano! Forse è proprio per questo motivo che questi luoghi rapiscono, entrano dentro, non li dimentichi più e ad un certo punto non puoi più farne a meno. Quando spesso mi sono posta la domanda “sei sicura che è questo che vuoi fare nella tua vita?” cuore e mente, finalmente in sintonia, non hanno esitato a gridare all’unisono un sonoro “Sì”, anche se sono convinta che l’Africa vada presa a piccole dosi.

Alla fine di questo percorso e di questo “viaggio”, tiro le somme: mi guardo indietro e vedo una persona diversa che ho salutato e lasciato andare. Mi ritengo indubbiamente fortunata, perchè ho avuto la possibilità di toccare con mano una realtà veramente lontana dall’immaginario comune, e di potermi lasciare andare e farmi assorbire completamente, di viverla davvero. Posso dire con certezza che quello che ho ricavato da questa esperienza è di gran lunga superiore a quello che ho donato, perchè certi sguardi, mani e sorrisi non hanno prezzo, sono impagabili.

“La regola del viaggio è: non tornare come sei partito, torna diverso.”

Ylenia Pierdomenico, volontario di servizio civile in Kenya

Donazioni, la Più Dai Meno Versi in vigore sino al 31 dicembre

La modifica dell’art. 14 del D.L. n. 35/2005 (per le Onlus e le APS), disposta dall’art. 99, comma 3 del Codice del Terzo settore, avrà effetto solo a partire dal primo gennaio 2018, salvaguardando così la deducibilità delle erogazioni eseguite nel secondo semestre dell’anno in corso. Dal primo gennaio 2018 via libera a social bonus, incentivi in materia di imposte indirette e tributi locali e nuova disciplina delle erogazioni liberali.

La riforma del Terzo settore entrerà in vigore gradualmente secondo modalità idonee ad accompagnare gli enti verso un cambiamento importante che oltre a riconoscere dignità giuridica e tributaria agli ETS li metterà nelle condizioni di entrare a far parte di un sistema di regole uniforme ed omogeneo.

Come tutti i cambiamenti anche questo necessiterà di un periodo di tempo congruo per permettere agli enti di conoscere le nuove norme e effettuare le scelte piu opportune (come ad esempio quella legata alla sezione del registro unico in cui iscriversi) anche in relazione al trattamento fiscale ed agli incentivi introdotti dal Codice.

Le regole che disciplinano il periodo transitorio si inseriscono in una logica di sistema e vanno lette congiuntamente per assicurare coerenza nel passaggio dalle attuali regole alle nuove disposizioni destinate agli enti del Terzo settore. In particolare le disposizioni relative alla tassazione dei redditi degli ETS ( ad esempio i regimi forfetari previsti per gli enti del Terzo settore non commerciali o il regime fiscale delle imprese sociali) saranno in ordine cronologico le ultime ad entrare in vigore dal momento che per la loro operatività è attesa l’autorizzazione della Commissione europea, al fine di garantirne la compatibilità con i criteri di libera concorrenza tra imprese (cfr. art. 104, comma 2 del CTS ed art. 18 del D.lgs. n. 112/2017). Le norme di carattere strettamente agevolativo – che comprendono il social bonus, gli incentivi in materia di imposte indirette e tributi locali e la nuova disciplina delle erogazioni liberali – si applicheranno, invece, a partire dal 1° gennaio 2018 ad APS, ODV e ONLUS tramite l’iscrizione negli attuali registri speciali degli enti non profit, in attesa della definitiva operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore (cfr. artt. 104, comma 1 e 101, comma 2 del CTS).

L’efficacia delle nuove disposizioni va tuttavia correlata con quella delle norme anteriori alla riforma (cfr. art. 102 del CTS) secondo una logica di continuità nel passaggio dal vecchio al nuovo regime. Per esemplificare, la disciplina sulle Onlus si applicherà fino alla fine del periodo di imposta in cui interverrà l’autorizzazione comunitaria di cui sopra, mentre le norme ante-riforma sulle erogazioni liberali sono efficaci fino al 31 dicembre 2017, cioè fino all’effettivo subentro del nuovo art. 83 del CTS. In particolare, la modifica dell’art. 14 del D.L. n. 35/2005 (c.d. Più Dai Meno Versi) per le Onlus e le APS, disposta dall’art. 99, comma 3 del CTS, avrà effetto solo a partire dal primo gennaio 2018, salvaguardando così la deducibilità delle erogazioni eseguite nel secondo semestre del 2017.

Questi criteri, desumibili gia dall’impianto sistematico del Codice, trovano conferma anche nel Collegato alla Legge di Bilancio (D.L. n. 148/2017). Al fine di evitare interpretazioni incoerenti rispetto alla ratio della riforma e rendere omogeneo il trattamento fiscale a favore degli ETS anche da parte degli uffici fiscali chiamati ad interpretare le nuove regole è stata inserita una norma di interpretazione autentica per chiarire che le attuali disposizioni, modificate o abrogate dalle nuove misure, continueranno a trovare applicazione, senza soluzione di continuità, fino alla fine del 2017. In coerenza con quanto sopra è stato inserito un separato emendamento che funge da corollario rispetto al primo precisando che la modifica alla “più dai meno versi” decorre dal 1° gennaio 2018. In sostanza la maggiore detrazione del 30% ( 35% se beneficiaria è una organizzazione di volontariato) scatterà dal nuovo anno, fino a quel momento si applicheranno le regole del TUIR e della “piu dai meno versi”.

Donazioni, superata quota 5 miliardi

Nel 2016 le donazioni degli italiani hanno fatto segnare un + 11% sui dati 2015.  Esce in edicola il prossimo 9 dicembre l’inchiesta che Vita propone a chiusura di ogni anno. Tutti in numeri e tutte le tendenze della solidarietà made in Italy.

Cresce dell’11% rispetto allo scorso anno l’ammontare donato dai cittadini italiani. Il dato emerge dalla terza edizione dell’Italy Report Giving che come ormai consuetudine Vita presenta nel numero di dicembre del magazine e che mette in fila i numeri del 2016.

Il calcolo è stato effettuato sulla base delle detrazioni e delle deduzioni di cui hanno usufruito i contribuenti con la dichiarazione dei redditi 2016 che Vita ha potuto consultare in esclusiva. Applicando il medesimo coefficiente agli ultimi quattro anni fiscali si evidenza come il totale delle donazioni da singoli cittadini sia passata da un encefalogramma piuttosto piatto, 4,584 miliardi nel 2013, 4,545 nel 2014, 4,588 nel 2015, a un significativo balzo nel 2016, un salto che ha permesso di superare la soglia dei 5 miliardi (esattamente 5,093) con un incremento dell’11% nel confronto fra con i dati dell’Italy Giving Report del 2015.

Non si tratta di una tendenza isolata. Tutt’altro. Buone notizie sul fronte della solidarietà arrivano anche dall’art Bonus, che quest’anno ha superato quota di 200milioni di euro, grazie a 6.345 mecenati e allo School Bonus che nel 2016 aveva raccolto 131.529 euro, mentre nell’anno in corso (dato aggiornato al 31 ottobre) siamo già arrivati a quota 724.859 euro. Oltre 5 volte tanto.
Questi trend, ma tutti i numeri del report (dagli sms solidali, alle donazioni corporate e tanto altro) li trovare nel magazine di dicembre in distribuzione dal 9 dicembre, confermano che quando il Legislatore mette a disposizione del donatore leve fiscali efficienti, la risposta arriva.

La prova del nove? L’avremo con l’inizio del nuovo anno, quando entreranno in vigore le nuove norme sulle donazioni introdotte dalla Riforma del Terzo settore che riducono sostanziosamente il carico fiscale sugli atti di liberalità.

Mappa ESODI – Medici per i Diritti Umani

   http://esodi.mediciperidirittiumani.org/

E’ online la nuova mappa ESODI, una mappa web interattiva realizzata sulla base delle testimonianze di oltre 2.600 migranti dell’Africa Subsahariana raccolte in quasi quattro anni (2014-2017) dagli operatori e i volontari di Medici per i Diritti Umani (Medu). Essi sono parte delle 900mila persone – uomini, donne, bambini – sbarcate sulle coste italiane  negli ultimi 16 anni, delle quali quasi la metà negli ultimi tre anni.

ESODI racconta nel modo più semplice e dettagliato possibile i motivi della fuga e le rotte affrontate dai migranti dall’Africa subsahariana all’Italia, le difficoltà, le violenze, le tragedie e le speranze attraverso le voci e le informazioni dei protagonisti. E’ rivolta a tutti coloro che vogliono comprendere e approfondire la vicenda umana che più sta segnando il nostro tempo.

In questo senso ESODI è allo stesso tempo una mappa con le tappe e i percorsi, un report con i dati e le statistiche ma soprattutto una testimonianza con le storie di vita. E’un mappa web dinamica e in progress che si arricchisce periodicamente di nuove testimonianze raccolte da tutti coloro che accettano di raccontare la storia del loro viaggio.

Le informazioni sono state raccolte in particolar modo in Sicilia – nell’Hotspot di Pozzallo, nei centri di accoglienza straordinaria (CAS) di Ragusa e nel Centro di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) di Mineo – e a Roma nei luoghi informali di accoglienza e nel Centro Psychè per la riabilitazione delle vittime di tortura. Testimonianze sono state raccolte anche a Ventimiglia e in Egitto, ad Asuan e al Cairo. In tutti questi luoghi Medu opera portando supporto socio-sanitario ai migranti, prima assistenza medica, servizi di riabilitazione medico-psicologica per le vittime di tortura e trattamenti inumani e degradanti. ESODI racconta anche le conseguenze del viaggio sulla salute fisica e mentale di un’intera generazione di giovani africani; un viaggio in cui, come ha detto un testimone, “non sei più un essere umano”.