Visita a EXCO 2019

Si sta svolgendo proprio in questi giorni, 15-16-17 maggio, la prima edizione dell’EXCO 2019 presso la Nuova Fiera di Roma.

Exco 2019 è una fiera dedicata alla cooperazione internazionale e al suo interno è possibile entrare in contatto con tutte le sfaccettature che questo ambiente presenta. Una finestra che si affaccia sul mondo della cooperazione e che permette di creare opportunità e relazioni.
Il programma prevede, oltre ai numerosi stand di associazioni, piccole imprese e strutture formative, diversi spazi dedicati a conferenze e dibattiti di vario genere, con particolare attenzione all’innovazione tecnologica volta al raggiungimento dello sviluppo sostenibile.

Sono stati presenti all’evento vari rappresentanti istituzionali provenienti da diverse parti del mondo, che hanno sottolineato l’importanza della cooperazione e della sostenibilità a livello globale ed evidenziando l’impegno che ciò comporta.

Noi di AUCI abbiamo visitato la fiera nel giorno dell’inaugurazione e siamo contenti di condividere le testimonianze fotografiche della nostra esperienza!

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Con Pelembe abbiamo parlato della moringa.

Centro pediatrico, consulta: ieri è venuta a farsi visitare Dominga una bambina di tre anni che da 4 mesi continua a mantenere lo stesso peso, la sua curva di crescita è piatta. Non cresce. Il suo indice brachiale è continuamente di 12 cm, in zona gialla, indica malnutrizione acuta moderata. Sandra, la responsabile del reparto, non sa più cosa fare. La madre dice che mangia e anche gli integratori che il centro fornisce le piacciono. Ma non cresce. Proviamo ancora a proseguire il trattamento con questi RUTFs, alimento terapeutico a base di pasta d’arachidi e fissiamo l’appuntamento tra 15 giorni.

Nel pomeriggio con Pelembe, l’ingegnere locale, abbiamo parlato della Moringa Oleifera. La moringa è un albero che cresce con facilità qui nell’emisfero sud, nel clima tropicale o sub tropicale. Produce delle foglioline verde chiaro che, dal punto di vista nutrizionale, possono essere paragonati alle leguminose, perché ricche di proteine e carboidrati. Si raccolgono, dopodiché si fanno seccare e si macinano fino a formare una polvere, a ciò servirebbero l’essiccatore e il mulino. Questa si aggiunge a crudo su una qualsiasi pietanza, per fortificarla. Oltre che una fonte di proteine infatti, le foglie della moringa sono un veicolo di vitamine A e C, nonché di potassio e calcio. Dall’albero, poi, si possono cogliere anche i baccelli, i cui semi, hanno effetto flocculante: rendono potabile l’acqua. Ma il procedimento è complesso, bisogna studiarlo bene. Ci sono abbastanza alberi di moringa affinché si possa rendere potabile l’acqua per tutto il villaggio? Bisogna fare un sopralluogo. Se ce ne fosse abbastanza si potrebbe pensare di avviare un altro studio per verificarne le potenzialità, la letteratura scientifica sta esplodendo con articoli su questo albero. Bisogna salire sul carro.

Poi si potrebbe coltivare anche l’amaranto, qui chiamato Tseke. Pianta fantastica. Gli aztechi lo conoscevano e Plinio il vecchio lo descrisse. In sei mesi di coltivazione comincia a produrre dei chicchi dallo stesso valore nutritivo del grano o del riso. Anzi, sono molto più proteici e anche molto più ricchi in ferro. È uno pseudocereale, cresce spontaneamente ed è molto resistente a insetti e cambi di temperatura. Anche le foglie si possono mangiare, di contorno, bollite, stufate o meglio al vapore, metodo di cottura che sarebbe utile implementare qua, anche loro sono proteiche e ricche in ferro, più degli spinaci per intenderci. La farina che si ricava dalla macinazione dei chicchi è priva di glutine, per cui non lievita, ma è perfetta per le pappe di svezzamento dei bambini dai 5-6 mesi di vita. Condito con della polvere di Moringa e fagioli si crea un piatto dal food-cost molto basso, sostenibile e molto nutritivo, ottimo per contribuire alla prevenzione della malnutrizione sia a livello familiare, sia scolastico. In questo modo si potrebbe cominciare ad aiutare Dominga.

Nel frattempo continua il corso iniziato a febbraio, fornito ai “camponeses” che coltivano le “machambas” (terreni 80m x 80m) di Mafuiane, per formarsi sia sulle tecniche agrarie, sia sulle basi della scienza dell’alimentazione come sulle tecniche di conservazione e trasformazione delle derrate agricole.

Oggi il tema della lezione è la semina in serra e si tiene presso il terreno denominato la “Quinta” la cui gestione è condivisa tra l’associazione dei Regantes, ossia i beneficiari del corso previsto dal progetto agricolo, la missione São Frumenzio e Auci.

Il punto di ritrovo è la casa agraria, presente al suo interno, dove si conservano i prodotti e i materiali.

Oggi a tenere la lezione, in Changana (la lingua locale) perché tra i presenti non tutti parlano Portoghese, è Azarias, giovane agronomo, ma in supervisione sono presenti anche l’ingegnere Pelembe e il presidente dell’associazione.

Nonostante la giovane età Azarias si presenta esperto e appassionato e riesce fin da subito a mantenere il gruppo attento e coeso. Dopo una breve spiegazione teorica sui vantaggi del procedimento da adottare, senza paura di sporcarsi le mani, procede a una dimostrazione pratica, chiara e lineare:

A una base di terra si aggiungono un sacco di guscio di cocco macinato e setacciato, una carriola di composto organico, della sabbia e una manciata di composto minerale (proporzioni: 1 : 1 : ¼ : q.b. : q.b.). Si impasta il tutto con dell’acqua e si riempono i pozzetti con il composto ben mescolato, ma senza compattarlo per non sforzare il germoglio. In seguito si opera un foro al centro di ogni pozzetto e si pone un seme per ogni foro. Infine si ricoprono i semi con un leggero strato di composto e si spostano i pozzetti pronti in serra, attivando l’irrigazione.

Stavolta sono le 12.30, dalla cucina arriva un buon profumino. Oggi dona Inés ha preparato il caril de galinha. In una padella si fanno dorare le cosce e le sovraccosce su tutti i lati. In un’altra si fa soffriggere cipolla e aglio, si aggiungono due cucchiai di curry e un pizzico di peperoncino, si sfuma con del brodo, poi si aggiunge mezzo bicchiere di salsa di pomodoro. Si unisce la gallina appena dorata alla salsa e poco alla volta si aggrega il latte di cocco, quanto basta. Si mescola e si lascia cuocere per mezz’oretta. Si serve con riso basmati aromatizzato con anice stellato e chiodi di garofano. Bom apetite.

 

 

di Andrea Scimone Carbone
Volontario a Mafuiane, Mozambico

 

 

 

Diario di un mulungu in Mozambico

L’ospedale è stato inaugurato e, nonostante la corsa a ostacoli della settimana precedente, è andato tutto bene. C’erano proprio tutti quel giorno: il governatore, il curandeiro, il regolo e il capo del villaggio, poi Mimmo, Stefania, io e un asino, insieme ai polli e ai tacchini, allevati dalle suore. Poi i rappresentanti di Auci, quelli della missione e quelli della Cei.

Adesso, però, bisogna pensare al materiale da acquistare per avviare il laboratorio. I responsabili del distretto ci hanno fornito una lista di strumenti che vi vorrebbero installare. Il preventivo è molto alto. I laboratori degli ospedali delle cittadine vicine sono attrezzati, ma non così tanto. Quello di Mafuiane, ci dicono, vogliono che diventi un’eccellenza per la pediatria.

Intanto in missione è arrivato Luca, pediatra del Gemelli. Con lui abbiamo sviluppato un progetto di studio: al miglioramento del menù della escolinha, conseguirà un effetto positivo sul sistema immunitario e sulla flora batterica dei bambini e ciò porterà non solo ad un’ottimizzazione della crescita degli alunni, ma anche una diminuzione dell’incidenza della parassitosi intestinale.

Perciò bisognerà, prima di tutto, mettere tutti d’accordo: i genitori, le maestre, i bambini, la commissione e il centro di salute, nonché avviare la formazione.
Poi si sottometterà un questionario sulle abitudini alimentari mantenute a casa dai bambini, per sapere come se la cavano a cena.
Poi bisognerà estrapolare i dati dai registri delle consulte mediche.
Poi bisognerà raccogliere i dati antropometrici attuali.
Poi bisognerà analizzare i campioni per diagnosticare la parassitosi.
Poi bisognerà iniziare il trattamento e il cambio del menù.
Poi bisognerà aspettare sei mesi e raccogliere nuovamente i dati e i campioni.
Poi, finalmente,  si potranno tirare le somme, sperando che fili tutto liscio, con l’ordine, la pulizia e i fondi.

Nel frattempo c’è l’idea di costruire un forno a legna comunitario e magari, perché no, un essiccatore di legno, anch’esso per alimenti. Non c’è grano, per il momento solo mais che non panifica. Ma si può fare dell’altro: la terracotta e gli utensili. O comprare la farina, che costa meno del pane.

 

Nel mentre ho potuto portare a termine con successo un mio esperimento personale, ci tenevo molto e finalmente posso dirlo… William Ferrel con il suo enunciato aveva ragione: l’acqua del water nell’emisfero sud gira veramente in senso antiorario!
Divertente…

Per fortuna sono di nuovo le 13.00, oggi Doña Ines ha preparato un altro piatto tipico della cucina mozambicana: o frango à zambeziana. La Zambesia è una regione che rimane nel nord del paese. Si macera il pollo con olio, sale, pepe e lime. Si sposta in teglia, dritto nel forno a 180º. In un pentolino si ripassa un po’ di cipolla rossa tagliata a julienne con uno spicchio d’aglio. Alla tostatura si aggiungono le arachidi, poi il latte di cocco. Si lascia tirare la salsa, poi si versa nella teglia, sul pollo. All’ultimo si aggiunge una spolverata di prezzemolo.
Buon appetito!

di Andrea Scimone Carbone
volontario di Servizio Civile a Mafuiane, Mozambico

 

 

 

– VACANCY – Progetto formazione sanitaria Siria/Iraq

 

Settore: Sanitario

Profilo: Medici specializzati in Ostetricia, Ginecologia, Neonatologia, Pediatria, Radiologia e Anestesiologia

Paese: Siria (Raqqa e regione del Nord-Est Siria/Kurdistan) e Iraq (Dohuk)

Durata: ogni missione formativa avrà la durata di 21 giorni. Le missioni saranno effettuate nei mesi di Giugno, Settembre e Novembre 2019

Contratto: contratto a progetto per operatore umanitario

Progetto: Darna Fase II – La nostra casa. Rientro in sicurezza per gli sfollati a Raqqa sostenendo i servizi materno-infantili per la città e la sua provincia

Il progetto, co-finanziato dalla Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), prevede il funzionamento dei servizi di salute riproduttiva, materno infantile e pediatrica all’interno dell’Ospedale Nazionale Civile di Raqqa, ed è promosso da Un ponte per (UPP), che riveste il ruolo di osc/ong capofila, in collaborazione con Associazione Universitaria Cooperazione Internazionale (AUCI), con il ruolo di osc/ong partner nel settore sanitario, in particolare per l’organizzazione, gestione e formazione del personale socio-sanitario locale afferente la Kurdish Red Crescent (KRC), controparte locale.

 

Ruolo:

  • Formazione sanitaria training by doing al personale medico/sanitario locale nelle specializzazioni indicate con redazione di report;
  • Interazione e confronto con il personale medico/sanitario AUCI, UPP e KRC;
  • Coordinamento e condivisione con il personale espatriato (coordinatore sanitario e capo progetto) per tutte le attività in implementazione;

 

Requisiti:

  • Laurea in Medicina e Chirurgia, con specializzazione in ginecologia, pediatria, chirurgia, anestesiologia e radiologia/ecografia;
  • Buona conoscenza della lingua inglese, e preferibilmente della lingua araba;
  • Capacità di coordinamento e supervisione;
  • Esperienza formativa, capacità gestione risorse umane e autonomia training on the job;
  • Attitudine a interagire ed accogliere positivamente con realtà etniche e culturali diverse;

 

Note: inviare CV e lettera motivazionale a pasquale.desole@auci.org e a diego.casoni@auci.org indicando “Progetto formazione sanitaria Siria/Iraq – Nome e Cognomeentro il 05/05/2019

 

 

 

– VACANCY – “Progetto Sviluppo Agricolo Mozambico”

 

Settore: Agricolo

Ruolo: Agronomo / junior assistant

Paese: Mafuiane, Distretto di Namaacha, Provincia di Maputo, Mozambico

Progetto: Sviluppo agricolo nella comunità di Mafuiane con promozione sistemi di irrigazione a goccia

Periodo e durata: 12 mesi rinnovabili con partenza Maggio 2019

Ruolo:

  • Supportare il capo-progetto nella gestione delle attività di sviluppo agro-zootecnico;
  • Gestire e organizzare le attività agricole della fattoria;
  • Fornire assistenza tecnica ai contadini locali sulle tecniche agronomiche;
  • Redigere report tecnico su stato di avanzamento attività progetto;

Requisiti:

  • Laurea in Scienze Agrarie, e preferibilmente esperienza nei paesi a basso reddito;
  • Buona conoscenza della lingua inglese, e preferibilmente conoscenza lingua portoghese;
  • Capacità gestione risorse umane locali e autonomia training on the job;
  • Attitudine a interagire positivamente con realtà etniche e culturali diverse;

Note: inviare CV e lettera motivazionale entro il 04/05/2019 all’attenzione di Diego Casoni, diego.casoni@auci.org, indicando “Progetto agricolo Mozambico – Nome e Cognome