Un nuovo inizio per i ragazzi in Servizio Civile “Bando straordinario Giubileo”

Ilaria_Giuseppe

Il 3 febbraio è iniziato ufficialmente l’anno di Servizio Civile per i ragazzi che hanno preso parte al Bando straordinario per il Giubileo della Misericordia.

Ilaria, 26 anni, studentessa di Comunicazione d’Impresa, e Giuseppe, 25 anni, infermiere, sono i due ragazzi che porteranno avanti con l’ AUCI tante iniziative finalizzate a diffondere il messaggio di Misericordia, Giustizia e Dialogo all’interno delle nostre comunità. Tra le varie attività, redazione di brochure informative per i pellegrini, infopoint e incontri nelle scuole.

Come di consueto, il Servizio Civile è iniziato con una settimana di formazione generale che prepara i ragazzi ad affrontare al meglio le sfide e le difficoltà che incontreranno durante il loro percorso.

Da parte dell’ AUCI l’augurio di trascorrere un felice anno insieme!

Il GIORNO DELLE “CESTAS”

Raccontando il Servizio Volontario Europeo a Madrid…

SVE_SPAGNA(Nella foto un gruppo di volontari insieme alla nostra volontaria Martina nei diversi giorni della consegna degli alimenti)

 

Il giorno in cui consegniamo i pacchi alimentari alle famiglie è chiamato “giorno delle Cestas”.

E’ sempre un po’ caotico, durante sei ore riempiamo le borse della spesa che ci portano le varie famiglie con pasta riso, altro cibo in scatola, frutta e verdura. In base al numero di componenti decidiamo le quantità e così continuiamo famiglia dopo famiglia fino alle quattro del pomeriggio. Sono pochi i momenti vuoti, già prima di aprire la mattina si forma la coda fuori e quando iniziamo corriamo freneticamente da uno scaffale all’altro con in mano pacchi di ogni genere alimentare.

Per quanto possa sembrare stancante, e un po’ lo è, alla fine è anche la giornata più divertente del mese. Altri volontari vengono ad aiutarci e così conosciamo nuove persone. Tra un pacco e l’altro riusciamo anche a scambiare qualche parola con i beneficiari, e così scopriamo che c’è chi conosce l’italiano perché ha fatto l’erasmus a Campobasso o ha viaggiato per l’Italia suonando in un gruppo, chi è stato accolto in Spagna dopo essere scappato dalla Siria, chi ti consiglia piatti tipici spagnoli da provare assolutamente. Alcuni ci presentano orgogliosi i loro figli, altri si sfogano un po’ se hanno avuto una settimana difficile. E così tra chiacchiere, sorrisi, pacchi di pasta e la musica in sottofondo la giornata vola via, lasciandoti stanca ma piena di soddisfazione.

Martina A.

LA MIA NUOVA ESPERIENZA A MADRID

 

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Ammetto che ho aspettato un po’ a scrivere un articolo sull’ inizio della mia esperienza di ServIzio Volontario Europeo in Spagna. Sono infatti già tre mesi che vivo qui a Madrid, ma all’inizio le idee erano ancora un po’ confuse. Ora invece, dopo tre mesi, penso di poter fare un primo bilancio di quest’avventura.

Uno dei motivi della mia confusione iniziale penso sia stata la velocità con cui tutto è iniziato. Si, perché agli inizi di settembre ho inviato la candidatura e, dopo aver fatto il colloquio ed essere stata selezionata, nel giro di una settimana ho preparato la valigia (mai fatta prima per un periodo così lungo) e sono partita!

Mi aspettavano nove mesi durante i quali avrei svolto volontariato in una Fondazione chiamata Altius Francisco de Victoria, e nello specifico, in un progetto che, mentre assiste le persone disoccupate nella ricerca del lavoro, offre loro anche un aiuto più materiale, ovvero cibo. Questo per far si che le persone si possano focalizzare maggiormente sulla ricerca di un impiego. Inoltre avrei condiviso le attività, l’appartamento, e ora direi la vita di tutti i giorni, con altri tre ragazzi sconosciuti.

Ripensandoci allora non sapevo cosa avrei fatto nello specifico, con chi avrei vissuto e lavorato, è stato un vero e proprio salto nel vuoto. Sicuramente il poco tempo per pensarci ha avuto un peso importante nella mia decisione, e ora posso dire meglio così, perchè l’impulsività mi ha aiutato a non perdere un’occasione del genere. Occasione che è arrivata al momento giusto spezzando una routine che stava diventando un po’ pesante, e che finalmente si è interrotta. Così dalla mia piccola provincia mi sono ritrovata qui, nella capitale spagnola, dove resterò ancora per altri sei mesi.

Vi racconto un po’ più nei dettagli quello che in pratica ho fatto in questi mesi e sto tuttora facendo….

…Per il momento, io e gli altri ragazzi in SVE, stiamo lavorando principalmente nella parte del progetto dedicata all’alimentazione. Tutti i giorni distribuiamo i pasti a una ventina di famiglie, che ne possono beneficiare due volte alla settimana. Poi due volte al mese consegniamo loro anche una pacco alimentare, con alimenti in scatola, frutta e verdura. Questa attività principale è circondata da molte altre essenziali per lo svolgimento del progetto: dalla sistemazione e conteggio degli alimenti nel magazzino, al lavoro più di ufficio, come inserire i dati dei beneficiari nel database o intervistare le persone che potrebbero entrare nel programma. Sono proprio le interviste, che ho potuto iniziare a fare dopo aver migliorato un po’ il mio spagnolo, la parte per me più interessante e significativa. E’ bello poter ascoltare le storie delle persone, conoscerle personalmente e vedere come accolgono con gratitudine l’aiuto che gli viene offerto. Poi incontrarle di nuovo i giorni della distribuzione dei pasti, chiaccherare un po’, chiedere loro come stanno e scoprire qualcosa di nuovo della loro vita. Questo succede anche con chi stava già nel programma, piano piano abbiamo imparato i loro nomi e loro si sono abituati alla nostra presenza, tanto che a Natale, uno dei beneficiari ha portato la chitarra e ci ha cantato alcune canzoni scritte da lui. E’ vero che se noi li aiutiamo, loro ci insegnano tanto, con le loro storie a volte molto difficili e la dignità con cui hanno accettato, in questi anni di crisi economica, di non poter nemmeno riuscire da soli a soddisfare uno dei bisogni e diritti fondamentali, come quello al cibo.

Dei miei coinquilini e compagni di lavoro posso dire che siamo un incastro ben riuscito di quattro persone tanto diverse, che, sia sul lavoro che nella convivenza, funziona più che bene. Se dovessi trovare delle parole chiave per descrivere finora la mia esperienza direi buon umore, pazienza e disponibilità!

Mi piace che ogni giorno è diverso dal precedente, che ti può sorprendere con qualcosa di inaspettato. Sto imparando a vivere giorno per giorno, con le sfide e le sorprese che si presentano, senza pensare troppo al futuro e cercando di assorbire il più possibile. Qui, a Madrid ora.

Martina A.

 

Perchè chi sogna non dorme quasi mai…

Sono quasi tre mesi che questa avventura è iniziata. È persino passato Natale! E per la prima volta oggi mi sto allontando da Karungu….trascorrerò qualche giorno di riposo a Malindi, sulla costa. 

Natale. Tutte le persone che mi hanno fatto gli auguri, mi hanno poi chiesto come hai trascorso il Natale. Bene, la mia risposta d’impulso è sempre stata qui non è Natale. Non fa freddo, non c’è la fhocara, la tombolata al bar, la famiglia, gli amici di una vita, le pizze al semaforo! Qui non è Natale all’apparenza. Ma forse anche perchè per la prima volta do al Natale un significato diverso.
Rimanere qui è stata una mia scelta. Non volevo distaccarmi da questa realtà proprio in quei giorni, e non me ne sono pentita minimamente. Alla fine mi sono resa conto che lo spirito in fondo non era diverso da quello che avevo a casa, qui c’è oramai una sorta di famiglia, di nuove persone che pian piano si insediano nella mia vita e ne iniziano a fare parte integrante.

Ma quello che ho trovato qui è il sorriso vero. Spesso mi capita di dire che non passa giorno senza che, nonostante le difficolta, io abbia riso seriamente. Per una circostanza piu o meno divertente. Ecco cosa ci manca spesso. La serenità di poter ridere e soprattutto di riuscire a farlo.

Quando sono arrivata qui tre mesi fa, avevo un bagaglio molto pesante sulle spalle, pieno di pregiudizi, castelli, idee, stereotipi. Ma mi rendo conto, di come questi pilastri della mia vita, in alcuni momenti crollano. Crollano quando rifletti su cosa è la felicità. Ci insegnano che la felicità la devi ricercare nell’impossibile, in ciò che non hai. Qui la felicita è in cio che hai! Anche se è un piccolo momento, a cui magari in altre circostanze non daresti nemmeno peso. La felicità è nelle cose scontate, perchè nessuna cosa è cosí scontata da non poter dare la possibilità di gioire per essa. Solo che a volte te ne dimentichi! E si passa la vita a boccheggiare perchè lasciamo che i momenti ci passino addosso senza viverli realmente. Ci dimentichiamo come si fa ad essere felici.

Come quando ti metti un cappello in testa, un naso rosso e vai in reparto sperando di far sorridere qualcuno. E alla fine Ti rendo conto che chi ha il cuore colmo sei tu.

E questi momenti ti fanno dimenticare del cattivo tempo, e della pioggia. Anche se ci sono e magari quando inizi a ridere sei ancora bagnata fradicia.

“Chi sogna non dorme quasi mai”. Ma perché dormire quando si può decidere di diventare grandi. Con tutto il carico di sofferenza, di lacrime, ma anche di bellezza. Sulle spalle.

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Benedetta Piccoli

(Kenia, Karungu)

Il nuovo numero di Ubuntu “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia”

E’ uscito il nuovo numero di Ubuntu!

Ubuntu è la rivista di AUCI che, oltre a far conoscere i progetti e le attività dell’Associazione, vuole anche essere uno strumento di riflessione.

Le Beatitudini sono state scelte dalla redazione come sfondo tematico dei numeri del 2015.

La beatitudine a cui è dedicato il numero 26-27 è quanto mai attuale in un mondo in cui ancora più di 800 milioni di persone soffrono la fame e le ingiustizie continuano a perpetrarsi.

Inoltre gli ultimi mesi sono stati pieni di attività ed eventi per la nostra Associazione!

Indice
2 Editoriale “Fame e Sete di Giustizia” di Pasquale De Sole
3-4 “Arturo Paoli e la Giustizia” di Rachele Filippetto
5-7 “Solidarietà e Giustizia” di Gaia Spera
8 “Carceri : La detenzione delle donne e dei loro figli” di Claudia Miccichè
9-12 “L’India all’attacco di Big Pharma” di Roberto Bucci
1314
“All the Invisible Children” di Christian Scatamacchia
15 “Premio del Volontariato Internazionale 2015” di Pasquale De Sole
16-18 Pensare sognando “Silvano e il Gioco della Luce” di Emanuele Bucci
19 “AUCI si racconta” dalla Redazione
20 Tam Tam “Ultimi aggiornamenti” dalla Redazione

Scopri la rivista!

Per leggere il numero 26-27 Clicca qui

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